BREMBOROBIETRAILBIKE 4gg. EC/EC

I migliori percorsi mtb nel Parco delle Orobie.

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Messaggioda cllocate » 4 gennaio 2012, 17:15

BrembOrobieTrailBike
4 giorni attraverso le Orobie


Dislivello: 7000 m.
Lunghezza: 160.00 km.
Difficoltà: EC/EC ?

Partenza: San Giovanni Bianco
Quota massima: m. 2372 Passo della Selletta
Ciclabilità: 80% - 98%
Durata: 30,00 h (puramente indicativo)
Fondo: di tutto e di più
Periodo: Giugno - Ottobre
Cartografia:
Kompass 1:50.000 n° 105 Lecco – Valle Brembana
Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo- Valle Seriana
Percorso:

Richieste info qui
http://www.guideMTB-ValBrembana.it
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Re: BREMBOROBIETRAILBIKE 4gg. EC/EC

Messaggioda cllocate » 4 gennaio 2012, 17:23

1° giorno
San Giovanni Bianco - Rifugio Grassi



Dislivello: 2000 m.
Lunghezza: 34.00 km.
Difficoltà: MC/MC ?

Partenza: San Giovanni Bianco (m. 450)
Quota massima: m. 1945 Passo del Toro
Ciclabilità: 80% - 100%
Durata: 7,00 h
Fondo: salita: asfalto - sterrato-single track / discesa: sterrato - single track
Periodo: Giugno - Ottobre
Cartografia:
Kompass 1:50.000 n° 105 Lecco – Valle Brembana
Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo- Valle Seriana
Percorso: San Giovanni Bianco (m. 450) - Sottochiesa (m. 758) - Pizzino (m. 930) - Bivio per Fraggio (m. 1030) - Bonetto (m. 1126) - Piani di Artavaggio (m. 1720) - Baita Campelli (m. 1780) - Sentiero degli Stradini - Rifugio Lecco (m. 1779) - Piani di Bobbio (m. 1662) - Passo del Gandazzo (m. 1651) - Passo del Toro (m. 1945) - Rifugio Grassi (m.1987)
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Note
Itinerario molto difficile per esposizione, no vertigini grazie, per i lunghissimi tratti di bike a spinta.
Se questo non vi ha ancora scoraggiato vuol dire che siete sul sentiero giusto.

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Descrizione

Raggiunto San Giovanni Bianco (m. 450) oltrepassate il centro abitato e all'uscita del paese prendete a sinistra , indicazione Val Taleggio dopo poco nei pressi del cimitero potrete parcheggiare la vostra auto senza problemi. A questo punto risalite la Val Taleggio che nel primo tratto si presenta non molto ripida con bellissime pozze nel torrente sottostante e pareti ripidissime con gole molto strette ( Orridi della Val Taleggio).
Dopo circa 30 minuti e 7 km. vi troverete nell’ abitato di Sottochiesa (m.758) dove è possibile fare provviste se necessario.
Dall'abitato di Sottochiesa (m.758) seguire le indicazioni stradali per Pizzino o salire in centro al paese poco più avanti le strade si congiungono e in breve si raggiunge l'abitato di Pizzino (m. 930)
Non entrare in frazione ma ad un bivio prendere a destra , presenti indicazione per rifugio Gherardi, ripida salita sempre su asfalto sino al bivio per Fraggio. Proseguire 100 m. oltre il bivio e prendere a sinistra seguendo le indicazioni per Bonetto ( m. 1126) qui la strada diventa sterrata .
Giunti nei pressi della frazione salire sempre su sterrato sino ad una sbarra, da qui in avanti la strada è obbligata sino ai Piani di Artavaggio e si giunge proprio nei pressi dell'Albergo Sciatori
Arrivati ai Piani di Artavaggio la salita si fa meno impegnativa e per un po’ potrete rilassarvi in attesa dello strappo che sale al Rif. Aurora (m. 1800) ( che non dovete raggiungere).
Al bivio nei pressi del rifugio Aurora prendere a sinistra e abbandonare la strada che porta ai Rif. Cazzaniga e Rif. Nicola, vi troverete in breve a lottare con la forza di gravità e con il fondo ghiaioso che nei tratti più ripidi non vi consente una facile presa sino a giungere al pianoro dove sorge la Casera Campelli. (m. 1782) Dalla Casera Campelli la strada sterrata diventa un sentiero che sale in diagonale sino a giungere all’inizio del Sentiero degli Stradini. Questo tratto di sentiero va affrontato da coloro che abbiano ottime nozioni di escursionismo in montagna, prima ancora che da biker super allenati che non sono mai andati per sentieri. Il tutto per evitare di indurre persone non preparate, su itinerari che potrebbero risultare troppo impegnativi se non addirittura pericolosi per la presenza di tratti attrezzati con corde fisse. Il tratto in questione vi terrà impegnati per poco più di 30 min. prima di poter risalire in sella e arrivare tramite una lunga diagonale alla Bocchetta di Pesciola (m. 1784) e da qui in breve al Rif. Lecco ottimo punto per una sosta.

La cosa più difficile soprattutto se vi siete abbandonati alla buona tavola è quella di risalire in sella , ma non fate l’errore di rilassarvi troppo perché la strada per il Rifugio Grassi è ancora impegnativa. Ripartiti dal Rifugio Lecco scendete su carrareccia verso i Piani di Bobbio su quelle che in inverno sono piste da sci e oltrepassata una chiesetta la strada gira verso dx ( passando sotto la seggiovia) e in piano giunge in prossimità dell’inizio del sentiero con segnavia n°101. (indicazioni per Passo Gandazzo, Passo del Toro, Rifugio Grassi).

Da qui su sentiero nel bosco abbastanza facile si giunge al Passo del Gandazzo (m. 1651) da dove inizia un lungo tratto bike in spalla che soprattutto nelle giornate più calde risulta abbastanza impegnativo. Raggiunto il Passo del Toro si riesce poi su sentiero a pedalare per buoni tratti fino a giungere in vista del Rif. Grassi dalle caratteristiche ante bianche e azzurre alle finestre che si raggiunge non senza qualche tratto impegnativo. Il Rifugio Grassi è il punto di pernottamento della prima tappa. ( 03-01-2012)
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Re: BREMBOROBIETRAILBIKE 4gg. EC/EC

Messaggioda cllocate » 4 gennaio 2012, 18:54

2° giorno
Rifugio Grassi - Piazzatorre



Dislivello: 1600 m.
Lunghezza: 43.00 km.
Difficoltà: MC/MC ?

Partenza: Rifugio Grassi (m.1987)
Quota massima: m. 1975 sentiero 101
Ciclabilità: 90% - 97%
Durata: 7,00 h
Fondo: salita: asfalto - sterrato-single track / discesa: sterrato - single track
Periodo: Giugno - Ottobre
Cartografia:
Kompass 1:50.000 n° 105 Lecco – Valle Brembana
Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo- Valle Seriana
Percorso: Rifugio Grassi (m.1987) - Costa ( fraz. di Valtorta m. 1250) - Colle Santa Maria Maddalena (m. 1231) - Piani dell’Avaro ( m. 1704) - Tratto sentiero 101 - Lago di Valmora (m. 1546) - Losco (m. 1001) - Caprile Inferiore (m. 930) – Santa Brigida (m. 820) Olmo al Brembo (m. 556) - Piazzatorre (m.902).
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Descrizione

Sveglia all’alba e dopo un’abbondante colazione sarete pronti per abbandonare il Rif. Grassi (m. 1987) ed affrontare una discesa impegnativa ma divertentissima. Uscendo dal rifugio prendere a sinistra e seguire il segnavia n° 104; la discesa scorre veloce, a volte anche troppo, su bellissimi single-track in mezzo ai pascoli, con vista sulle pendici del Pizzo dei Tre Signori (m. 2553). Dopo aver incrociato una casera e un paio di baite, il sentiero si inoltra nel bosco, attenzione che non è sempre facile da individuare, visto che non è frequentatissimo neppure dagli escursionisti.
La discesa sembra non finire mai; giunti all’attraversamento di un torrente, tenere a sin. e percorso tutto il tratto nel bosco, il sentiero sbuca infine nei pressi della frazione Costa sulla strada agro-silvo-pastorale, che dovrete prendere in salita (a sinistra). Quindi senza scendere a Valtorta, iniziare la risalita su alcuni tratti cementati, decisamente ripidi, in direzione del Colle della Maddalena; in breve il fondo diventerà sterrato. Una volta preso quota, il panorama si allarga con un’ampia vista su Corna Grande (m. 2087), Zuccone Campelli (m. 2159), ed alta Val Stabina. Raggiunta la quota massima, la strada sterrata alterna tratti di piano a discese, fino ad attraversare la Val d’Inferno e continuando in quota con ampio panorama su pascoli costellati di baite e boschi, che non sentivano la mancanza di un tracciato così invadente. Dopo aver perso quota e attraversato la Val Salmurano nei pressi dei Cesur un tratto ripido vi porta a raggiungere la strada asfaltata poco al di sopra del Colle Santa Maria Maddalena ( m. 1231) di Cusio.

Da qui inizia la risalita verso i Piani dell’Avaro (m. 1704) su asfalto per circa 5 km. e di circa 500 m. di dislivello; la strada è in genere poco frequentata e scorre all’ombra di bellissime pinete. Giunti ai Piani dell’Avaro, al termine dell’asfalto in piano si giunge al Ristorobie ideale per una sosta.
Tornando un poco sui vostri passi la strada sterrata inizia a salire verso l’albergo Monte Avaro che raggiungerete per poi ridiscendere ad una pozza d’acqua situata sul lato opposto. Risalite lungo lo sterrato sino ad un abbeveratoio e poi scollinate scendendo sul lato opposto sino ad una casera. Passate davanti alla casera e piegate verso dx, il primo tratto è pedalabile ma poi la strada si impenna con decisione, fino a costringervi a spingere la vostra bike. Dopo un breve tratto a spinta, giungerete nei pressi di una piccola baita, proprio di fronte alla stessa una traccia sale nel prato e con un ultimo tratto a spinta vi troverete su un colletto erboso. A sin. del colletto parte un sentiero che taglia a mezza costa il versante, giungendo ad un’altra piccola baita che dovrete lasciarvi a dx senza raggiungerla, seguendo la traccia che piega verso sin.

Il sentiero entra in un piccolo anfiteatro salendo decisamente e costringendovi a spingere la bike per qualche minuto, sino a giungere ad un colletto dove incrocerete il sentiero 101. Da qui inizia una lunga e bellissima diagonale in discesa, con vista sul Passo San Marco e Rifugio Cà San Marco.

Fate molto attenzione ad una croce in ferro battuto a fianco al sentiero da dove una poco visibile traccia porta sul fondo della valletta che si percorre in sinistra orografica per un bel tratto prima di attraversare un torrente e prendere un sentiero ben visibile che dopo una rampa vi porta in discesa verso la diga di Valmora.
Dopo le foto di rito nei pressi del lago, imboccate il sentiero che scende a fianco del muro della diga, continua su un ponticello in ferro che attraversa un canale scolmatore e, dopo una serie di gradoni, si infila nel cunicolo che attraversa la valletta.

Usciti dal cunicolo ed oltrepassata la casa dei guardiani, al termine del piccolo allargamento erboso, parte il sentiero di discesa. Ci sono diversi modi di affrontare una discesa, ma in questo caso li riassumerei in due soltanto: in sella o scendendo dalla bike! La discesa che vi attende è molto tecnica: nella prima parte snoda tornanti stretti su fondo tipo mulattiera e nella seconda un sentiero nel bosco con abbondante presenza di pietre smosse. Va fatta un’attenta riflessione e visto che non vi sono medaglie alla fine, ognuno si regoli in base alle proprie capacità tecniche.

Il termine del vostro divertimento-calvario in discesa, sarà annunciato dalla vista di un ampio sentiero in piano, nei pressi di un ponticello. Raggiunta ed oltrepassata la minuscola frazione di Losco, si riprende la strada asfaltata nei pressi di Caprile Inferiore, salire in frazione e attraversare l'abitato , la mulattiera prima in piano e poi con qualche tratto in leggera salita vi porta sulla strada asfaltata e in breve a Santa Brigida.

Attraversare Santa Brigida nei pressi di un parcheggio ai piedi della chiesa prendere una discesa asfaltata a sinistra, sul primo tornante dx imboccare una ripida scalinata in discesa . Al termine della mulattiera piegare a sinistra e nei pressi di una casa scendere su sentiero nel prato e percorrere la Val di Guei sino a Olmo al Brembo.

Ad Olmo prendere la strada pricipale per il Passo San Marco dopo un paio di km. di leggera salita ad un bivio (dx) seguire le indicazioni per Piazzatorre vi aspetta l’ultima vera salita della giornata, con una serie di tornanti che in breve vi porteranno nel centro abitato ove è possibile trovare sistemazione per il pernottamento ( Hotel Milano )
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Re: BREMBOROBIETRAILBIKE 4gg. EC/EC

Messaggioda cllocate » 5 gennaio 2012, 22:58

3° giorno
Piazzatorre - Rifugio Longo



Dislivello: 2600 m.
Lunghezza: 36.00 km.
Difficoltà: OC/EC ?

Partenza: Piazzatorre
Quota massima: m. 2140
Ciclabilità: 80% - 100%
Durata: 8,00 h
Fondo: salita: asfalto - sterrato-single track / discesa: sterrato - single track
Periodo: Giugno - Ottobre
Cartografia:
Kompass 1:50.000 n° 105 Lecco – Valle Brembana
Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo- Valle Seriana
Percorso: Piazzatorre (m. 950) – Rifugio Gremei (m. 1550) – Forcolino di Torcola (m. 1856) – Valleve (m. 1141) - Foppolo (m. 1530) - Passo della Croce (m. 1953) Val di Carisole - Val Sambuzza – Dosso - Rifugio Longo (m. 2026)

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Note

Giornata devastante fate bene i conti con la vostra preparazione, unico vantaggio che il percorso permeete molteplici via di fuga.

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Descrizione


La partenza del terzo giorno avviene dalla ripida strada asfaltata che dal centro di Piazzatorre vi porterà alla località Piazzo (m. 1112), nei pressi del palazzetto del ghiaccio. Dal piazzale del palazzetto, parte la strada agro-silvo-pastorale (fontana nei pressi), i cui primi tornanti sono veramente impegnativi da pedalare per la forte pendenza. Nella seconda parte la strada diventa un pò più abbordabile e vi porta attraverso una bellissima pineta fino al Rifugio Gremei (m. 1550), situato all’arrivo del primo tratto di seggiovia. Volendo e compatibilmente con le aperture nei fine settimana estivi e per tutto il mese di agosto è possibile usufruire del primo tronco di seggiovia (partenza nei pressi del palazzetto del ghiaccio e arrivo rifugio Gremei), diminuendo così il dislivello di circa m. 450. Dal rifugio Rifugio Gremei (m. 1550) si riprende a salire seguendo il tracciato della pista da sci denominata “panoramica”, da percorrere per intero fino all’arrivo della seggiovia (m. 1780). Se siete anche sciatori, percorrendola con gli sci in inverno l’avrete ritenuta “piatta”, ma percorrerla in bike ed in senso inverso, vi restituirà un’idea opposta alla precedente; giunti all’arrivo della seggiovia Gremei 2, in lontananza vedrete già il Forcolino di Torcola.

Potrete decidere di seguire indifferentemente lo spartiacque od il sentiero che scorre leggermente più in basso con qualche tratto a spinta, ricongiungendovi comunque ad un abbeveratoio per le mucche. Dall’abbeveratoio il sentiero quasi in piano, oltrepassa un capanno fino a giungere ad una baita; da qui segnavia n° 119 e deviazione verso dx, seguendo segnavia bianco-rossi con bike a spinta fino al Forcolino, per circa 20 min. Ancora più interessante potrebbe risultare un sentiero, di non facile individuazione, che dall’abbeve-ratoio si tiene più in quota congiungendosi poi al precedente. Giunti al colletto, potete rilassarvi un attimo e concentrarvi su una delle discese più belle della valle Brembana; non capita spesso di potersi fare 800 m. di dislivello tutti su sentiero e mulattiera! Da qui il tragitto è obbligato, dapprima su sentiero nei pascoli e poi nel bosco. Nei pressi di una baita lunga sulla vostra sinistra, attenzione a non farvi fuorviare da altre tracce e proseguire proprio di fronte a voi (segnavia bianco-rosso su un palo); la vegetazione bassa e fitta nasconde talvolta il sentiero, che punta decisamente verso il basso. Entrando nel bosco il sentiero si fa più tecnico ed impegnativo, anche a causa di parecchi sassi smossi, fino a giungere alla baita Le Rai (m. 1530) recentemente ristrutturata, che potrebbe rivelarsi ottimo posto di riparo in caso di maltempo (fontana nei pressi). Continuando su fondo molto accidentato, si giunge infine su una strada sterrata che va imboccata verso sin, sino a giungere sulla strada asfaltata e quindi nell’abitato di Valleve. Da Valleve (m. 1141), la strada asfaltata sale con pendenze mai eccessive sino a Foppolo (m. 1525), che si raggiunge nei pressi del nucleo storico; tenersi a sinistra e salire sino al piazzale degli alberghi.

Dal piazzale salire ancora su strada asfaltata, sino a raggiungere l’albergo K2, a fianco del quale parte una strada sterrata che sale verso la pista da sci IV baita. Raggiunto l’arrivo della seggiovia la strada piega a dx, ed in piano entra in una stretta valletta, dove alcuni ripidi tratti dal fondo sconnesso vi costringeranno a spingere la bike, sino a giungere in breve al Passo della Croce (m. 1953). Da qui inizia la discesa che entra in Val Carisole, non raggiungere il fondo della valle ma tenersi a sinistra ad un bivio e risalire lungo la sterrata che scorre alle pendici del Montebello e si porta sul versante opposto della valle Carisole. Si pedala lungo la carrareccia di servizio finché non si incrocia il sentiero tabellato CAI che sale, spallando la bike per un breve pezzo, ad un intaglio sulla cresta del Monte Chierico.
Grossi problemi di orientamento in questo tratto in assenza di un gps o di nebbia.

Da questo passetto breve tratto di cresta che ci introduce val Sambuzza. Con una discesa abbastanza tecnica si perde quota fino a raggiungere il fondo valle nei pressi di baita Vecchia. Si prosegue su bella mulattiera in discesa fino a sbucare in località Dosso sulla strada sterrata che sale al rifugio Longo.

In questo tratto la pendenza è sempre molto sostenuta e vi accompagnerà fino sotto il Lago del Prato (m. 1650). Al bivio, nei pressi del lago, prenderete a sinistra per il Rifugio Longo (m. 2028). Da qui si sale con pendenza costante affrontando qualche tornante, poi la strada diventa una lunga diagonale alle pendici del Monte Masoni, intervallata da numerose cascatelle. Sconsigliato attardarsi in questo tratto nelle giornate di calura estiva, in breve si giunge al rifugio Longo (m. 2028), con alle spalle la parete del Monte Aga (m. 2720). Dopo esservi ripresi e rinfrescati dalla tappa più dura del tour, vale la pena abbandonarsi all’ottima qualità della cucina del Rifugio Longo, indiscutibilmente fino ad oggi, la migliore di tutti i rifugi delle Orobie.
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Re: BREMBOROBIETRAILBIKE 4gg. EC/EC

Messaggioda cllocate » 6 gennaio 2012, 0:05

4° giorno
Rifugio Longo - San Giovanni Bianco



Dislivello: 800 m.
Lunghezza: 47.00 km.
Difficoltà: EC/EC ?

Partenza: rifugio Longo
Quota massima: m. 2372
Ciclabilità: 80% - 98%
Durata: 8,00 h
Fondo: salita: sterrato - single track / discesa: sterrato - single track
Periodo: Giugno - Ottobre
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Kompass 1:50.000 n° 105 Lecco – Valle Brembana
Kompass 1:50.000 n° 104 Foppolo- Valle Seriana
Percorso: Rifugio Longo (m. 2028) – Lago del Diavolo (m. 2142) - Selletta (m. 2372) – Rifugio Calvi (m. 2025) Lago di Sardegnana ( m. 1738) - Rifugio Laghi Gemelli (m. 1961) - Baite di Mezzeno (m. 1591) - San Giovanni Bianco (m. 400)



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Descrizione

Dopo la notte al Rifugio Longo si riprende la strada che sale verso il Lago del Diavolo (m. 2142), primo tratto non pedalabile, poi va meglio e in 15 min. si giunge al lago, ai piedi della spettacolare parete del Monte Aga (m. 2720). Attraversato il muro della diga, inizia il calvario bici in spalla; la vista sul Lago del Diavolo e sul monte Aga (m. 2720), vi aiuterà a superare la fatica che, in circa un’ora, vi depositerà su un minuscolo passo chiamato Selletta (m. 2372), da cui lo sguardo spazia sull’intera conca ben visibile del Rifugio Calvi. La discesa che scende verso il rifugio Calvi (m. 2025), nel primo tratto con bici a spinta, è abbastanza tecnica e richiede parecchia attenzione per non perdere la direzione; la bellissima piramide del Pizzo del Diavolo (m. 2916), fa compagnia in questo tratto. Giunti sul fondo della valle, dove sorge il fiume Brembo, prendendo la direzione del rif. Calvi, si fanno i conti con un paio di strappetti da bici a spinta, per poi giungere pedalando al Rifugio Calvi (m. 2025). Breve pausa ristoro presso il Rifugio Calvi, poi costeggiando il bacino artificiale del Fregabolgia, si raggiunge la diga e si scende, con tratto ripido, sulla sterrata che sale da Carona. Dopo circa un km. è necessario prestare molta attenzione, alle indicazioni a sin. per il Rifugio Laghi Gemelli; primo tratto in discesa su sentiero abbastanza impegnativo, fino a giungere a una presa d’acqua artificiale che forma un laghetto limpidissimo. Per circa 3 km., il sentiero prosegue senza dislivelli, ma con una grande quantità di ostacoli di vario genere; da qui ampia visuale, dal Pizzo del Diavolo alla Val Sambuzza.

Un tratto di bike a spinta per circa 15 min., porta nei pressi dello scollinamento verso il Lago di Sardegnana. Discesa su sentiero tecnico ma divertente, giunti al lago percorrere il muro della diga e risalire sull’altro lato. Il tratto che segue, è a tratti su sentiero a strapiombo su Carona, ma comunque sempre ben protetto a valle, da cavi in acciaio. In un susseguirsi di saliscendi, non sempre pedalabili, un paio di brevi gallerie, qualche ponticello artificiale e qualche scalinata, si arriva all’incrocio con il sentiero che sale da Carona. Da qui alcuni minuti di bike a spinta, portano nei pressi del Lago Marcio; proseguendo la pedalata lungo un tratto di lago, si passa a fianco del Lago delle Casere, leggermente in discesa. Un paio di tratti impegnativi di bike in spalla, intercalati da un breve piano, fanno intravedere in lontananza le prime avvisaglie del Rifugio Laghi Gemelli, che da qui si raggiunge in breve.

L’itinerario, lasciato alle spalle il Rif. Laghi Gemelli, scende verso il muro della diga (senza attraversarlo) e poi costeggia a dx, salendo leggermente, i Laghi Gemelli. Fatti gli ultimi tentativi in sella, ci si rassegna a spingere la bike per circa 30 min., sino a giungere al Passo di Mezzeno (m. 2142). Dal Passo di Mezzeno, il sentiero scende con decisione, rendendo impegnativo procedere in bike, sino a raggiungere alcune baite, nei cui pressi si avrà il conforto di qualche facile pedalata. Il tratto successivo concede ai più tecnici qualche possibilità in più di restare in sella , sino a giungere alle Baite di Mezzeno, dove arriva anche la strada che sale da Roncobello.

Dalle Baite di Mezzeno si raggiunge la strada e si scende verso Capovalle; per non rimanere sempre su asfalto, con un po’ di attenzione, si possono ancora ritrovare alcuni tratti della vecchia mulattiera, che taglia vari tornanti. Raggiunto Capovalle, subito dopo la piazzetta della chiesa a dx, si sale per una strada asfaltata con indicazione Caprini; breve rampa e poi a sin., passando davanti a una serie di box. Subito dopo la sbarra, si scende qualche metro sul sentiero sottostante, e da qui senza imboccare alcun bivio, si prosegue su bellissimo sentiero, assolutamente in piano, per circa due km. fino a giungere ad una cappelletta.
Quello che offre la discesa, è quanto di meglio si possa desiderare per chiudere il nostro itinerario. Passare davanti alla cappelletta e piegare a destra iniziando la discesa verso Fondra, indicazione che dovrete anche seguire all'unico bivio prima di giungere in frazione nei pressi di un piccolo cimitero. Alla chiesa prendere la scalinata e scendere sino alla strada principale. Da qui ridiscendere la Valle sino al centro di lenna dove nei pressi è possibile agganciarsi alla ciclabile della Val Brembana che percorrerete sino a san Giovanni Bianco sino al bivio della Val Taleggio e in breve a l parcheggio di partenza.
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Racconto dell'edizione 2011

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